4 settembre 2026, in Quarta Conferenza Internazionale di Scuola Democratica “Learning for Democracy/Democracy for learning ”
Sessione M.16, ore 9.00 – 10.45: “Trasformazione digitale e rigenerazione democratica: il ruolo essenziale dell’educazione critica nell’era del capitalismo algoritmico” a cura di AUREA Studium.
Edificio ex Tumminelli (C007): Sala Sociologia
Il 4 settembre, nell'ambito della Quarta Conferenza Internazionale di Scuola Democratica, Gilda Morelli, Giacinto Matarazzo e Roberta Nicchiarelli di AUREA Studium coordinano la Sessione M.16. Otto studiosi di diverse discipline riflettono sulle modalità con le quali l’educazione critica e i dispositivi formativi (scuola, università, formazione professionale, educazione sociale) possano ricostruire l’immaginario democratico e l’agency in una società governata da algoritmi e piattaforme.
OBIETTIVO PRINCIPALE DELLA SESSIONE
La sessione esplora come la trasformazione digitale e l’ascesa del capitalismo delle piattaforme stiano ridefinendo lavoro, sfera pubblica e relazioni sociali, generando nuove forme di disuguaglianza, polarizzazione e crisi democratica. Attraverso contributi che spaziano dalla scuola all’università, dalla formazione professionale all’educazione all’infanzia e al lavoro sociale, la sessione intende mostrare come pratiche di educazione critica - biografica, mediale e digitale, AI literacy, slow media education e competenze digitali - possano rigenerare l’immaginario democratico nella società delle piattaforme.
IL FILO CONDUTTORE
La riflessione si sviluppa sull’ipotesi che la trasformazione digitale della società, soprattutto per l’operare del capitalismo algoritmico, concorra a generare una crisi della democrazia e della sfera pubblica, che può essere affrontata solo attraverso forme di educazione critica, narrativa e interdisciplinare, capaci di restituire agency ai diversi soggetti della formazione (docenti, studenti, professionisti della formazione, educatori sociali, ecc.).
Il percorso di riflessione parte dal “macro” (sfera pubblica digitale) e scende progressivamente nei micro‑contesti degli interventi educativi e di formazione.
INTERVENTI E RELATORI
Di seguito l’ordine degli interventi e dei rispettivi relatori, insieme ad una breve sintesi.
1. Educare nello spazio delle piattaforme: scuola, capitalismo digitale e ricostruzione critica della sfera pubblica.
Giacinto Matarazzo, AUREA Studium, Cosimo Dolente, Fondazione Ugo Bordoni
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Offre la cornice teorica sulla platform society, le economie della datafication, la crisi dei corpi intermedi e il ruolo della scuola nella ricostruzione della sfera pubblica.
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Il paper tiene insieme economia politica dei media, sociologia dell’educazione e cittadinanza digitale e permette di allineare il pubblico sul lessico comune utilizzato nella sessione (piattaforma, datafication, public sphere, sapere critico).
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2. Educazione ai media, complessità e dispositivi: come la governamentalità algoritmica plasma l’esperienza utente attraverso dark design, gamification e grinding
Cristiano Gardoni, Università Europea di Roma, Italia
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La riflessione passa dal livello macro della sfera pubblica al livello meso/micro della user experience: dark designs, gamification, nudging, grinding come dispositivi di governo dei soggetti.
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Mostra come il potere delle piattaforme opera, prima dei contenuti, attraverso l’interfaccia (che agisce come un meta-dispositivo che influenza la mente dell'utente attraverso il "dark design" e il "nudging"), e prepara il terreno alla necessità di una Slow Media education, intesa come una pedagogia della cura necessaria per contrastare l'opacità sistemica delle interfacce digitali.
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3. Narrare il lavoro nell’era degli algoritmi: biografie, educazione trasformativa e immaginazione democratica nella società digitale.
Domenico Barricelli, Inapp, Italia
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Partendo dall'analisi del capitalismo delle piattaforme, il contributo evidenzia come le infrastrutture digitali indeboliscano il pluralismo informativo e propone un approccio pedagogico trasformativo basato sui metodi biografici e narrativi (apprendimento biografico).
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Tale approccio può rappresentare una risposta pedagogica alla crisi democratica del lavoro nell’era digitale aiutando gli studenti a connettere le proprie storie di vita con le trasformazioni strutturali della società digitale, rivitalizzando l'immaginazione sociologica.
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4. Apprendimento dell’intelligenza artificiale nella prima infanzia: agency algoritmica e umana
Angelamaria De Feo e Chiara Bellotti, Università Telematica Pegaso, Italia
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Il paper sposta il focus sulla prima infanzia ed esamina il rischio di erosione dell'agency umana a favore degli automatismi algoritmici.
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Attraverso l'uso di robotica educativa e piattaforme AI, si propone di coltivare fin da piccoli "micro-spazi di autonomia attentiva" per contrastare discriminazioni e stereotipi perpetuati dall’opacità dei dati.
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5. Competenze digitali critiche per l’intervento sociale: formare gli operatori sociali nell’era dei dati e dell’intelligenza artificiale
Valentina Guerrini, Università di Sassari, Italia
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Il paper mostra un progetto europeo concreto (DIGICARE) focalizzato sulla formazione degli educatori sociali che lavorano con popolazioni vulnerabili.
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L'obiettivo è integrare l'innovazione tecnologica con pratiche “democratiche”, permettendo ai professionisti di interpretare criticamente i dati per promuovere la giustizia sociale ed evitare che l'IA riproduca modelli di esclusione.
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6. Alfabetizzazione all’IA come educazione democratica: evidenze da uno studio pilota INAIL
Pierpaolo Ferrante, INAIL, Italia
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Sposta il focus dall’università ai professionisti adulti in ambito medico-epidemiologico, con un esempio molto concreto di alfabetizzazione all’IA in chiave democratica (analogical teaching, micro‑narratives, prompt engineering).
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Il contributo presenta una sperimentazione pratica rivolta ai lavoratori, utilizzando analogie quotidiane e micro-narrazioni per rendere accessibile la conoscenza dell'IA ai non specialisti. L'alfabetizzazione all'IA viene qui configurata non solo come competenza tecnica, ma come condizione essenziale per la partecipazione democratica e il superamento delle barriere emotive verso le tecnologie.
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